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Colori che coccolano

Lydia Wang per Pixabay
Hai presente quando cammini per strada e un odore particolare ti fa sorridere? Inspiri più a fondo, ti bei per un attimo della sensazione e, magari, accogli un ricordo. Può essere il profumo del pane che viene da un forno ed evoca la casa dei nonni; per alcuni è l'odore della benzina, a suscitare uno strano piacere che sa di vacanze. A me capita quando in autunno sento l'odore dei primi caminetti accesi: torno subito all'aria pungente, alle strade e alle case di pietra del paese di mia nonna, quando andavamo da lei per Natale. Oppure all'inizio dell'estate, quando mi arriva il profumo dei fiori di tiglio di giorno o di quelli del pitosforo la sera, piante che bordano ancora le strade che percorrevo da ragazzina, uscendo dal liceo o tornando a casa dalla palestra.
Anche se la vista è un senso meno "selvatico" e primordiale dell'olfatto, lo stesso meccanismo accade con i colori. Ci sono sfumature che, anche se non sappiamo perché, ci danno quel piccolo piacere, quella carezza visiva che è solo per noi, perché è il nostro inconscio a collegarle a ricordi e sensazioni felici. Sfumature che si possono trovare con il test RAH Colours, l'analisi del colore innovativa creata da Raluca Andreea Hartea.

Qui ti mostro uno dei miei maglioni preferiti, che porto soprattutto in casa perché è caldissimo, ideale quando in inverno sto seduta per ore al computer. Non è di buona qualità, anzi. È stato un acquisto d'impulso, mi ha conquistata con la sua morbidezza e soprattutto col suo colore, una sfumatura tra il salvia e il verderame che mi attrae e mi rasserena in modo incredibile. Nonostante ciò, sono stata sorpresa di ritrovare quella nuance nella mia palette RAH Colours. Non so con certezza a quale ricordo sia connesso - ho delle ipotesi - ma è una sfumatura che mi fa stare bene. Secondo l'armocromia, a livello di temperatura non è malaccio per me ma è un po' troppo delicato e desaturato, per i miei colori e i miei contrasti naturali, che sono piuttosto intensi. Il risultato è che questo maglione mi fa apparire un po' "moscia".
Significa che debba rinunciarvi? Certo che no. Stare "in palette", come si dice oggi, è molto gratificante ma non obbligatorio. Le nostre sensazioni ed emozioni valgono almeno quanto la nostra esteriorità quindi, se amiamo un colore che non fa parte della nostra stagione armocromatica, il mio consiglio è: usiamolo lo stesso! La vita è troppo breve e complicata per forzarci dentro abiti, ruoli e colori che non ci rispecchiano. E il colore è anche emozione.

Ciò non toglie che l'armocromia sia preziosa, e può aiutarci anche a usare con più consapevolezza sfumature non proprio ideali, o del tutto disarmoniche con noi. Ricordiamo che l'armocromia ha il compito d'illuminare il viso, quindi possiamo scegliere d'indossare colori non armonici nella parte inferiore del corpo (scarpe, pantaloni, gonne) oppure su accessori come borse e zaini. Altrimenti, possiamo accostare le sfumature che amiamo, ma che esulano dalla nostra palette, a quelle più donanti. Il risultato può essere un bel tocco di personalità in più. Per esempio: una persona dai colori freddi che però ama i colori caldi potrebbe valutare di accostare un bel nocciola dorato al turchese, oppure un color terracotta al blu. Più banalmente, infine, possiamo compensare l'effetto disarmonico con il trucco.
Per avvicinare il mio maglione "color muffa" ai miei contrasti naturali, lo indosso con una collana nera, oppure con una maglia scura che spunta sotto la scollatura. Qui ho anche giocato con un trucco un po' dark. Ma in realtà, il più delle volte, mi limito a non seguire la palette esteriore, bensì quella interiore. Si può fare, parola di consulente! Come dico spesso alla mia clientela, nessuna polizia armocromatica verrà a multarci perché non siamo "in palette".

E tu, hai delle sfumature che ti coccolano nello spirito? Se vuoi, scrivimele qui e dimmi a quale palette stagionale appartieni; ti suggerirò degli abbinamenti per unire i tuoi colori esteriori con quelli interiori!


P.s.: Non conosci né la tua palette armocromatica, né i tuoi colori felici? Ma rimediamo subito, che problema c'è? Scrivimi a simona.calavetta@gmail.com per prenotare la tua analisi!

Che colori hanno i ricordi?

Le sensazioni sono potenti.
D'estate, mi piace usare una precisa crema-gel per il viso; è ottima, ma non è l'unica crema che va bene per la mia pelle. Mi piace in modo particolare, perché il suo profumo mi ricorda quello del bagnoschiuma che trovavamo ad attenderci a casa di mia nonna, quando tornavamo dal mare. Questa piccola caratteristica basta a farmi sorridere la mattina, mentre mi spalmo la crema sul viso, perché la sensazione si aggancia a un bel ricordo.

Foto di Free-Photos per Pixabay

Con quanta intensità ricordiamo certi dettagli che ci riportano all'infanzia? Tra gli odori posso citare quelli della Coccoina, dei pastelli a cera, il profumo dei caminetti accesi che si diffonde nell'aria pungente. Tra i suoni, il ticchettio della macchina da scrivere, La Moldava di Smetana e il leggero gracchiare delle matite mentre le si tempera. Tra le sensazioni tattili, c'è quella del Vinavil che si stacca dalle dita, il calore dei teli di spugna quando finalmente mi decidevo a uscire dal mare oppure quello dei sedili della macchina arroventati dal caldo estivo (ed è subito nostalgia di quando ci si stendeva a dormire sul sedile posteriore, come racconta magistralmente questa striscia dei Peanuts).


Per andare su aneddoti alti, il momento più celebre di Alla ricerca del tempo perduto è quello in cui Marcel Proust descrive il suo repentino cambio di umore, da apatico e triste a sorpreso e felice, nel momento in cui, sovrappensiero, riconosce un sapore d'infanzia, la famosa madeleine inzuppata nel tè.

Un sapore, un odore, una superficie, un suono, possono risvegliare una serie di ricordi apparentemente dimenticati, farci stare meglio o peggio. E perché quindi un colore, che noi elaboriamo in ugual modo attraverso i sensi, non dovrebbe avere lo stesso potere?

Foto di CoralineHausenblas per Pixabay

Sensazioni che agganciano ricordi, ricordi che scatenano emozioni; dall'arte e dalle neuroscienze parte la ricerca di Raluca Andreea Hartea, creatrice di RAH Colours, una consulenza colore rivoluzionaria, basata sulle associazioni tra sfumature ed emozioni. E attenzione, si tratta di associazioni del tutto personali, perché hanno come leva le memorie più o meno consapevoli che ognuno di noi ha e che sono radicate soprattutto nella prima infanzia e nella giovinezza.

Lo scopo è trovare - o ritrovare - le nuance che comunicano direttamente col nostro inconscio e ci danno sensazioni di benessere, per poterle usare con cognizione di causa nei nostri spazi.

Qualche anno fa, ho conosciuto Andreea e il suo lavoro, e ho saputo che volevo farlo anch'io. Come sua cliente, ho sperimentato gli effetti del metodo RAH in un modo che mi ha sorpresa, perché un conto è sapere che il colore è energia, un altro è sentire il corpo che risponde alle vibrazioni cromatiche.

Ho ricevuto la mia palette dei ricordi felici e ci ho ritrovato il verde oliva della Fiat 127 che ha scarrozzato la mia famiglia per più di vent'anni, l'acqua ora trasparente e ora turchese del mare della Sicilia e della Sardegna, le sfumature del bosco del poster murale che era in camera da letto fino alla mia adolescenza, l'azzurro degli occhi del gatto di nonna, il rosa della coniglietta di pezza mia sorella e del latte detergente che usava mia madre.


Come sua corsista, ho preso tanti appunti quanti non mi capitava dai tempi dell'università, con l'eccitazione che danno solo le materie che aprono la mente verso nuove strade. Ed ecco, in questa nuova strada mi sono incamminata anch'io, col grande piacere di poter a mia volta aiutare te che leggi a scoprire e usare i colori dei tuoi ricordi felici.

Non solo: unendo l'oggettività dell'armocromia alla soggettività del metodo RAH Colours, è possibile individuare i colori che non solo ti illuminano esteticamente, ma ti coccolano anche a livello emotivo. Un mix stupendo, non credi?

Se vuoi saperne di più o prenotare un appuntamento, scrivimi a simona.calavetta@gmail.com, sarò felice di risponderti.

Lunedì a colori - Il rosa, 3 di 3

Bene, è arrivato. L’ultimo dei #lunedìacolori chiude sia il mese del ROSA, sia questa lunga carrellata sulle caratteristiche, i significati e gli utilizzi migliori degli undici colori principali. Abbiamo iniziato un anno fa con il rosso, a cui sono seguiti: l'arancio, il giallo, il verde, il blu, il viola, il bianco, il nero, il grigio, il marrone, oltre ad alcune puntate speciali dedicate al rosso-arancio, al blu-verde, ai colori del Natale e all'oro e argento. Ma niente malinconia, oggi siamo qui per l’armocromia! E la rima è assolutamente involontaria.

Concludiamo in rosa e sobrietà, con questo reperto anni '80!

Partiamo dal presupposto che chiunque dovrebbe prendere in considerazione il rosa, perché dà un immediato effetto freschezza al viso. Stanchezza? Ore piccole? Insonnia? Mi piacerebbe scrivere che non so proprio di cosa si stia parlando… Invece vi dico: rosa! A ognuno il suo, naturalmente. E se proprio non ti piace vestirti di questo colore, consideralo nel trucco o su un dettaglio, come una sciarpa o una cravatta.
I rosa dei tipi PRIMAVERA sono luminosi. Vanno dalle tonalità del rosa carne molto chiaro a quelle del color gelato alla fragola, passando per il rosa-arancio del color salmone. Solo la Primavera Chiara Soft deva fare attenzione ai rosa più accesi, mentre la Primavera Brillante si accende anche col fucsia, in genere più adatto all’Inverno.
I rosa dell’ESTATE possono essere delicatissimi oppure freschi e vivaci, come il colore di un ghiacciolo alla frutta. Questa stagione copre dal cipria al rosa intenso. L’Estate Assoluta privilegerà i rosa più accesi, quella Profonda Soft i rosa meno freddi e più polverosi, mentre alle Estati Chiare sono dedicate le sfumature pastello.
È difficile associare l’AUTUNNO al rosa, eppure anche questa stagione ne viene valorizzata, in sfumature particolarmente morbide e calde. Rosa carne, rosa pesca, rosa salmone, ma anche – per gli Autunni Soft – il rosa pieno e non troppo freddo.
L’INVERNO è il trionfo del rosa! Dal confetto al rosa Barbie, dal rosa shocking al fucsia più anni ‘80, questa è la stagione in cui il rosa appare più frizzante e fanciullesco. Ma, soprattutto, freddo. Solo l’Inverno Profondo Soft può osare qualche nota neutro-calda, propria dei suoi cugini Autunni Soft.

Altro ricordo anni '80: la Barbie Fior di Pesco

E i rosa universali? Esistono, esistono… basta guardare la foto in basso!
Nel trucco, è sempre meglio seguire la propria tavolozza di riferimento ma, in sua mancanza, può essere utile tenere presente che il rosa neutro-caldo (in genere chiamato “pesca”) è potenzialmente indicato per ogni carnagione, perché assomiglia al colorito naturale delle guance arrossate. Ma attenzione: dev’essere rosa, non arancio.
Per lo stesso motivo, ovvero l’affinità con il colore naturale della pelle caucasica, un rosa alquanto versatile è quello chiaro e caldo. Non a caso viene ampiamente usato per gli abiti da sposa!
Ed eccoci qua. Come sempre, se il post ti è piaciuto t'invito a commentare e a condividerlo. Spero soprattutto che ti sia piaciuto questo lungo viaggio tra tante sfumature, spero che ti abbia fatto scoprire nozioni affascinanti e utili, così com’è stato ed è tutt’ora per me. Naturalmente la pagina va avanti con notizie e curiosità sui colori, l’illustrazione e il mio lavoro di consulente.
Quindi a presto, e grazie per avermi seguita in questi #lunedìacolori!

Lunedì a colori - Il rosa, 2 di 3


Dopo una settimana di pausa, eccoci di nuovo al #lunedìacolori!
Come di consueto, la seconda puntata tratta dell'uso del colore nella decorazione d'interni perciò, dopo aver visto il rosso, l'arancio, il giallo, il verde, il blu (con un cenno al blu-verde), il viola, il bianco, il nero, il grigio e il marrone... Siamo pronti a vestire uno spazio col colore ROSA?
Niente paura, l’effetto non dev’essere per forza quello della cameretta di un bebè o della casa di Barbie. Né - e sarebbe molto peggio! - deve richiamare l'ufficio di Dolores Umbridge, la sadica funzionaria ministeriale di Harry Potter e l'Ordine della Fenice. Meglio pensare alle comode stanze da letto dipinte di rosa di Monica e Rachel in Friends, serie già citata con l'arancione e il viola.
A seconda della sua intensità, infatti, questo colore è tutt’altro che delicato. Se ha una buona percentuale di rosso, è capace di riempire otticamente una stanza e d'illuminare e ravvivare un ambiente, anche in mancanza di luce diretta. Meno bianco contiene, più il rosa si fa presente e, nelle sue nuance più accese, può diventare anche piuttosto impegnativo, sebbene raramente materico quanto il rosso vero e proprio. È consigliabile, per non sovraccaricare né l’ambiente, né la loro portata emotiva, limitare le sfumature più vistose a dettagli dell’arredamento («Qualche fiore, un paio di cuscini vivaci», per dirla alla Àigor di Frankenstein Junior) o a una sola parete a contrasto tra pareti bianche o comunque neutre.
Sfumature più chiare come il rosa antico, invece, stimolano con dolcezza, senza agitare. Rudolf Steiner consigliava la permanenza in stanze rosa pallido a chi soffriva di apatia, e aule rosa per i bambini in età scolare, che si sarebbero sentiti maggiormente coinvolti nelle attività, sia a livello fisico, sia emotivo.

Foto di Coke Bartrina per Architectural Digest

È importante anche distinguere tra rosa caldi e freddi: i primi, come il salmone e il pesca, sono più luminosi e conviviali, stimolano i sensi e l'allegria. Sono ideali per un salotto, una cucina o una sala da pranzo e, in generale, come alternativa al giallo e arancio per una stanza che ha bisogno di luce.

Foto dal sito Better Homes and Gardens

I rosa freddi, invece, sono più spirituali, perché contengono un tocco di blu che induce alla riflessione. Persino il fucsia, così squillante e che ispira una gioiosa sicurezza di sé, nasconde un atteggiamento più autoriferito che davvero estroverso. Naturalmente, i rosa freddi e quelli pastello sono perfetti nelle camere da letto di adulti e bambini, perché aiutano a rilassarsi e a ritrovare il buon umore.

Foto dal blog Come Down to the Woods

Un discorso a parte lo meritano gli abbinamenti. Il rosa, come qualsiasi altro colore, sta molto bene col bianco e con le sfumature del legno naturale ma, personalmente, trovo che acquisisca un'eleganza particolare se accostato alle varie sfumature di grigio e che risulti ancora più piacevole insieme al verde. Infatti, che si tratti di un fresco verde acqua o di un più caldo verde bosco, verde e rosa è un'accoppiata "fa primavera" e che dà un senso di benessere; sarà che sono entrambi i colori del Chakra del Cuore?
Tu hai del rosa, in casa? A me piace inserirne dei piccoli tocchi ogni tanto, per esempio decorando il salotto con un mazzolino di fiori rosa. Basta questo dettaglio per avere un angolo fresco e romantico. Consiglio la prova!

Se il post ti è piaciuto e se ti va, fammelo sapere in un commento, oppure condividi l'articolo. Il #lunedìacolori per oggi finisce qui e torna, per la sua ultima puntata, la settimana prossima, con il rosa in armocromia. A presto!

Lunedì a colori - Il rosa, 1 di 3

Buona Pasquetta e buon #lunedìacolori!
Iniziava esattamente così, il 2 aprile 2018, la prima puntata rosa di questa rubrica, alla quale avevo dato il via nel giugno del 2017 sulla mia pagina Facebook e che l'anno scorso ho deciso di riprendere qui sul blog, riveduta e ampliata. Per un coincidenza, anche oggi è Pasquetta. Come allora, ho dedicato i primi sei mesi ai colori dell’arcobaleno - rosso, arancione, giallo, verde, azzurro e indaco (uniti nel blu), viola - e i mesi successivi ai “non colori” bianco e nero e ai toni neutri grigio e marrone. Con quattro puntate extra dedicate al rosso-arancio, al blu-verde, ai colori del Natale e all'oro e all'argento. Ora è il momento di concludere, a malincuore ma in bellezza, con un altro colore-colore: il ROSA, che in questo periodo abbonda su alberi e giardini. Il rosa che è una variazione del rosso, il colore di partenza, e così il cerchio si chiude.
Il rosa si ottiene appunto dall’unione del rosso e del bianco, che è alla base dei cosiddetti “toni pastello”. Basta mescolare il bianco con il giallo, il verde, il blu o il viola per ottenere giallo chiaro, verdino, azzurro e lilla. Queste sfumature mantengono le valenze simboliche dei colori originali, ma in chiave più fresca, alleggerita dai significati pesanti e sgradevoli. Quindi, perché parlare proprio del rosa, tralasciando gli altri? Perché il rosso e il bianco sono agli antipodi: l’uno materico, sanguigno e vistoso, l’altro astratto, ascetico e silenzioso. Così, il risultato della loro unione conserva solo alcune valenze del colore di partenza ma se ne discosta sensibilmente, acquisendo un carattere tutto suo.

Rosa, non solo Barbie!

E che carattere ha, il rosa? Diciamo subito che o lo si ama, o lo si odia. Non è colpa sua, è che lo dipingono così. Su di esso gravano decenni di stereotipi che hanno alimentato il pregiudizio verso un colore che, a ben vedere, è più che benevolo… è proprio benefico. E non lo scrivo da amante del rosa! Ammetto anzi che l’ho rivalutato con lo studio del colore e che solo negli ultimi anni ho fatto pace con lui.

Quando ho fatto pace col rosa, ho anche iniziato a usarlo per dipingere!

“Il rosa è il colore delle femminucce”. Ecco la pietra dello scandalo. In questo diminutivo sta tutto un mix di caratteristiche femminili vere o presunte che ha portato la maggior parte degli uomini a rifuggire dal rosa e moltissime donne a sentirsi a disagio con questo colore, evocatore di uno stereotipo limitativo. Per contro, visto che ormai il rosa è associato alla sfera femminile (le discusse quote rosa, il fiocco rosa per la nascita di una bambina, il nastro rosa della lotta contro il cancro al seno, etc.) altre donne fanno del rosa una bandiera, o di una femminilità un po’ vintage, oppure di consapevolezza femminista e battagliera, come ho raccontato anche qui. Paradossale, vero?
Mica tanto: il rosa nasce sempre e comunque dall’aggressivo rosso. Infatti – restando in tema di stereotipi – si dice che anticamente fosse attribuito ai maschietti, come versione infantile del colore della guerra, mentre l’azzurro fosse riservato alle femminucce perché delicato, passivo e, in ambito cristiano, associato alla Vergine Maria. Secondo questa teoria, i ruoli si sono pian piano invertiti tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Per quanto siano affascinanti le storie legate a un colore, credo sia ora di valutare il rosa semplicemente per com’è, ovvero ricco di belle sorprese. Basta pensare alle caratteristiche positive del rosso: vitalità e amore. Il rosa in più è un rosso che ha perso la sua carica aggressiva, grazie all’unione col pacifico bianco. Come se avesse preso il meglio da entrambi, è allo stesso tempo antidepressivo (quindi stimolante) e anticollerico (quindi calmante), in perfetto equilibrio tra azione e attesa.

Un tipico tramonto rosa, dal balcone di casa mia

È associato alla primavera e ai fiori che sbocciano, basta pensare all’hanami giapponese, lo spettacolo dei ciliegi carichi di tremuli petali rosa. Per affinità richiama la giovinezza, la gioia serena, la delicatezza. È un colore dolce in tutti i sensi perché fa pensare sia alla tenerezza, sia… ai dolci! A quanto pare, infatti, la maggior parte delle persone non associa il gusto dolce al marrone, al giallo o al bianco, che pure sono i colori del cioccolato, della crema e dello zucchero, ma proprio al rosa. Del resto, come detto prima, conserva la sensualità del rosso e la sua corporeità; certo è meno infuocato e sanguigno, ma rimane comunque malizioso e stimolante per i sensi.
Soprattutto, il rosa racchiude il concetto di amore in senso lato, per gli altri e per se stessi. Insieme al verde, è il colore del IV Chakra, quello del Cuore, il centro energetico che regola la capacità di entrare realmente in contatto con le altre persone e con le nostre emozioni. Sensibile e benevolo, invita all’accettazione, al perdono (verso gli altri e verso se stessi) e all’ottimismo; non con la carica dirompente del giallo o dell’arancio, ma attraverso la cura affettuosa, quella di chi vede il negativo e cerca di trasformarlo in positivo. Non a caso si dice “vedere la vita in rosa”!

Il quarzo rosa è una delle pietre più efficaci, tra quelle associate al IV Chakra

Astrologicamente, è il colore di Venere, pianeta che governa il Toro e la Bilancia, nonché naturalmente la dea dell’amore e della bellezza. Il rosa, in effetti, è un colore che dona molto, come vedremo più avanti.

Che ne dici, ce n'è abbastanza per amare questo colore? Aspetta di leggere anche i prossimi #lunedìacolori, allora! Se ti va, fammi sapere come ti rapporti al rosa e condividi pure questo questo post. Buona settimana in rosa!

Lunedì a colori - Il marrone, 3 di 3

Eccoci a un nuovo #lunedìacolori!
Ultimo appuntamento con il MARRONE; dopo il rosso, l'arancione, il giallo, il verde, il blu, il blu-verde, il viola, il bianco, l'oro e l'argento, il nero e il grigio, è il momento di vedere anche il colore della terra nell'ottica dell'analisi del colore.

Come avevo scritto il mese scorso, può capitare di leggere che il colore neutro ideale per i cromotipi caldi sia il marrone, mentre quello per i cromotipi freddi sia il grigio. Questa è una riduzione semplicistica e limitativa dell’armocromia che, in realtà, sconsiglia davvero pochi colori per ogni "stagione". Il marrone, oltretutto, è alla base del colore della carnagione umana, quindi non ha senso bandirlo per nessuno. Naturalmente, perché risulti armonico dipende dalla sfumatura.

I marroni più adatti ai tipi PRIMAVERA sono quelli a base dorata, primi fra tutti il beige caldo, il cammello e il color nocciola. Le Primavere Chiare, che condividono qualche sfumatura con l’Estate, sono valorizzate anche dal marrone medio rosato.

Il cromotipo ESTATE, infatti, ha bisogno dei marroni rosati, quelli in cui non prevale la componente gialla. Hai presente il latte e cacao? Ecco, quello è un esempio di marrone rosato, che può essere molto chiaro (beige/color carne), medio oppure scuro. Per questo cromotipo sono ideali anche il color sabbia e il talpa, colore a metà tra il marrone, il grigio e il viola.

Le persone AUTUNNO possono sfruttare un’ampia gamma di marroni, che vanno dai dorati agli aranciati e dai rosati al color caffellatte, adatti in particolare agli Autunni Soft. A queste sfumature si aggiungono i più intensi bronzo, caffè e seppia, armonici soprattutto con gli Autunni Assoluto e Profondo.

E se l’Autunno è la stagione del marrone, l’INVERNO è quella che ne risulta meno valorizzata. Per il cromotipo più glaciale, il marrone più adatto è il talpa, da chiaro a scuro. L’Inverno Profondo, che rispetto agli altri è più mediterraneo, può spaziare un po’, prediligendo comunque marroni rossastri o rosati.

E i marroni passe-partout? Esistono, e in due differenti categorie. Per quanto riguarda il trucco, come detto nella prima puntata non è un caso che i colori “nude” siano nelle sfumature di marrone. E, a guardar bene, non troppo caldo, per due motivi:
1. i marroni caldi cozzano con le carnagioni fredde;
2. ancor più importante, i marroni caldi non sono l’ideale per scolpire viso e palpebre, perché la loro componente gialla, che è irradiante, illumina e “porta in fuori”, quindi non va bene per creare delle ombre.
Perciò, il marrone universale, nel trucco, è quello neutro-freddo.

Se si parla di abbigliamento, si può andare sul sicuro con il color cioccolato, né troppo caldo, né troppo freddo. In più, il cioccolato fa bene all’umore!
Come colore universale può risultare inaspettato il mogano, ovvero il marrone che tende al rosso. È un colore elegante e importante, capace di esaltare ogni carnagione perché, come detto, il marrone è alla base del colore della pelle e il rosso, smorzato dal marrone, la illumina senza sovrastarla.

Il viaggio nel colore del mese finisce qui, spero che ti sia piaciuto.
Se ti va, lasciami un commento o condividi l'articolo. La prossima nuance sarà l’ultima dei #lunedìacolori. Riesci a indovinare quale sarà?
Lo scopriremo tra due settimane!

Lunedì a colori - Il marrone, 2 di 3

Eccoci di nuovo al #lunedìacolori!
Secondo appuntamento con il MARRONE; come anticipato la settimana scorsa, tutto dedicato all’uso di questo colore nella decorazione d’interni. Abbiamo visto a questo scopo il rosso, l'arancione, il giallo, il verde, il blu, il viola, il bianco, il nero e il grigio, è il momento del colore naturale per eccellenza!

Negli ultimi anni, su molte pareti di case e locali, c’è stata una rimonta dei toni di grigio e marrone, sia chiari, sia anche molto scuri, prima in genere abbinati a un arredamento shabby chic e rustico, oggi invece più essenziale, classico o d'ispirazione scandinava. C'è poi l'arredamento formale di un tempo, caratterizzato da mobili e a volte anche da tappezzerie marrone scuro.

Basta fare un giro su Pinterest o guardare qualche trasmissione in tv (non so tu, ma io m'incanto a guardare quelle che mostrano le ristrutturazioni delle case!) per notare quante abitazioni, soprattutto nordamericane, mostrino pareti color taupe, caffelatte o persino color cioccolato, alternate a grandi finestre dagli infissi bianchi. Il punto cruciale, in effetti, sono proprio le finestre, perché una buona illuminazione naturale è essenziale affinché questi colori, morbidi ma spenti, diano carattere a una stanza senza renderla buia o triste.

Tuttavia, perché limitarsi al color cacao, o al seppia, o al tortora, nell’immaginare una parete marrone? Non viene spontaneo pensarlo, ma un colore molto chiaro come il beige fa comunque parte di questa famiglia cromatica. E più che mai ne fa parte il legno, che può riempire una stanza sia sotto forma di mobilio, sia come pannelli alle pareti. Anche certi rivestimenti in pietra o mattoni sono decisamente marroni.

Come abbiamo visto nei lunedì precedenti, il marrone rappresenta la terra e la nostra connessione con essa. Secondo il Feng Shui, dà una sensazione di pulizia e stempera le emozioni troppo forti. A ben vedere, l’effetto dei colori neutri sulla nostra psiche è proprio quello di calmare, fare silenzio nella nostra mente; perciò possono essere utili in un ambiente molto frequentato. Oppure, sono perfetti per fare da “cuscinetto” tra stanze di colori diversi.

I neutri, per definizione, cambiano carattere a seconda dei colori a cui sono abbinati: lo stesso salotto color nocciola, per esempio, appare diverso con tende e copridivano arancioni, anziché turchesi. La pacatezza dei colori neutri, poi, li rende utili a bilanciare e stemperare l’impatto dei colori più vivaci. Se in un ufficio si desidera portare un po’ dell’energia del rosso, per ridurne la carica aggressiva lo si può associare al marrone. Magari un marrone chiaro, così si evita che la stanza sembri più piccola e ingombra di quanto sia in realtà.

A te piace il marrone in casa? A me sì, se si tratta di legno!
E se ti è piaciuto il post, condividilo o lasciami un commento. Il #lunedìacolori torna la prossima settimana per chiudere il percorso tra i sentieri del marrone!

Lunedì a colori - Il marrone, 1 di 3

Oggi è l'8, perciò - prima di tutto - buona Giornata della Donna!
E poi, benvenuti al primo #lunedìacolori di marzo! Nuovo mese, nuovo colore; dopo il rosso, l'arancione, il rosso-arancio, il giallo, il verde, il blu, il blu-verde, il viola, il bianco, l'oro e l'argento, il nero e il grigio, stavolta si parla di MARRONE. Confessiamolo: se pensiamo a lui, pensiamo alla cacca. E ridiamo come bambini. Quindi sfoghiamoci subito: cacca, cacca, cacca!

«Vi vedo, che fate battute sulla cacca. E vi giudico.»

Ora invece riflettiamoci bene: questo colore, con discrezione, permea tutta la nostra vita – non solo la fase evacuatoria - come e a volte anche più di altre tonalità. Nel mese scorso, abbiamo analizzato il grigio, che condivide col marrone due particolarità: sono entrambi considerati neutri - di conseguenza non saltano agli occhi - e nessuno dei due viene quasi mai nominato in risposta alla domanda: “Qual è il tuo colore preferito?”. Eppure, quanto li usiamo!

Il marrone è il colore del piumaggio di buona parte degli uccelli, del pelo della maggior parte dei mammiferi e, di conseguenza, anche quello di molte stoffe grezze. Noi stessi, pure quando non sembra, siamo marroni. Prova ad aprire una tua foto dai colori realistici e a campionare la pelle con lo strumento contagocce; il colore che risulterà sarà un marrone spento, più o meno chiaro o scuro, dorato o rosato, ma sempre marrone spento. Non a caso, in ambito cosmetico, i colori neutri sono appunto varie nuance di marrone, che si fondono con le naturali sfumature del nostro viso.

A guardar bene, anche il nostro cibo è ad alto tasso di marrone: i prodotti da forno e la carne, una volta cotti, sono marroni, così come la maggior parte dei semi, alcuni dei quali danno il nome a precise tonalità, come il nocciola e il castagna. Questo è anche il colore di piaceri poco salubri, come cioccolato, caffè e tabacco; chissà, magari dietro al suo aspetto rassicurante, il marrone nasconde una natura peccaminosa!

Il marrone nasce dalla mescolanza di due colori complementari; ogni coppia di complementari (rosso e verde, giallo e viola, blu e arancio) è formata da un colore primario e uno secondario, cioè un colore formato da due primari. Questo significa che il marrone racchiude in sé tutti e tre i colori primari: rosso, giallo e blu, in proporzione variabile. Gli opposti “movimenti” dei tre colori si annullano in una tonalità che, di per sé, non è dinamica. Anzi, appare ferma e chiusa.

Spesso il marrone non piace perché non spicca, perché è banale e severo, perché il suo colore così comune, materiale e mimetico sembra tarpare le ali a ogni immaginazione. Del resto, la corrispondenza principale del marrone è quella con il concetto di realtà, estesa a realismo, concretezza e razionalità. Se fosse una persona, serebbe uno di quegli anziani che rimproverano i giovani di non mettere mai la testa a posto, che dicono «Sii prudente!», «Tieni i piedi per terra!» e «Quand’è che ti trovi un lavoro serio?».

In realtà, questo colore ha una grande bellezza interiore. È il colore della terra e delle radici che affondano in essa, quindi rappresenta anche la solidità e, in un certo senso, la nostra memoria ancestrale. Può essere associato al legno, e non solo per affinità cromatica: anche il tronco di un albero è duro e apparentemente immobile, eppure è vivo e ha una forza silenziosa, lenta e paziente, che solo a chi si predispone a percepirla comunica la solenne semplicità – o la semplice solennità - della natura. Per la cultura cristiana, il marrone è il colore della povertà e dell’umiltà.

Dal punto di vista astrologico, il marrone è legato naturalmente ai segni di Terra: Toro, Vergine e Capricorno. In particolare si abbina bene a quest’ultimo, il segno dominato dal duro Saturno che inizia al Solstizio d’Inverno, quando la terra è brulla e gli alberi spogli.

Lunedì prossimo vedremo gli effetti del marrone in casa. Intanto, spero che questo colore ti stia già un po’ più simpatico! A me piace tanto, come tutte le sfumature che richiamano la naturalezza. Però anch’io lo metto solo dopo blu, verde e viola. Tu che rapporto hai, col marrone?