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Armocromia nerd - La Primavera Chiara Soft e le rose dei Tyrell

Nowaja per Pixabay
È già estate? Ma no, manca ancora quasi un mese. E allora questo caldo? Però c'è anche un bel vento fresco. E nuvole, e foschia. Questo clima inafferrabile è il momento ideale per parlare di una tavolozza molto particolare, quella della Primavera Chiara Soft. Ripercorriamo le tappe delle stagioni cromatiche: siamo partiti dalle sfumature calde e avvolgenti dell'Autunno Soft Chiaro, Soft Profondo, Assoluto e Profondo, siamo poi passati a quelle fredde e intense dell'Inverno Profondo Soft, Profondo, Assoluto e Brillante, per poi arrivare a quelle solari e gioiose della Primavera Brillante, Assoluta e Chiara. Oggi concludiamo la stagione primaverile con una palette luminosa e sofisticata.
La Primavera Chiara Soft, o PCS, in inglese Toned Spring, è una delle categorie individuate da Ferial Youakim per il suo metodo, The Universal 4x4 Color System. È la variante della tavolozza primaverile smorzata da un velo di grigio. Questa leggera desaturazione non ne snatura la temperatura e la luminosità, perciò, pur avvicinandola alle sfumature delicate dell'Estate e dell'Autunno Soft Chiari, non le conferisce né i colori freddi della prima, né i colori terrosi del secondo. È la primavera più discreta, può risultare sfuggente e fraintendibile e, anche per questo, senza dubbio affascinante.

I colori che la contraddistinguono sono luminosi e allegri ma mai chiassosi. Ad esempio, bianco avorio e giallo crema, pesca e rosa corallo, lilla e nocciola, verde pistacchio e verde acqua, le nuance tra grigio e verde o grigio e turchese della giada e della ceramica dell'Estremo Oriente.
Quali sono, nel dettaglio, le caratteristiche tecniche PCS? Per la più delicata delle primavere, il croma - ovvero la saturazione - è medio/basso, così come la profondità - ovvero la scurezza. La temperatura è neutro-calda e il contrasto è medio. Perciò, chi è in armonia con i colori PCS sta particolarmente bene con accostamenti della stessa intensità, oppure tono su tono. Ad esempio: beige e nocciola, crema e pistacchio (come un buon gelato!), corallo chiaro e color sabbia, verde-grigio e avorio.
Highgarden, di Ted Nasmith
A questa palette così particolare ho pensato di abbinare una casata altrettanto intrigante e sfaccettata, quella dei Tyrell. Torniamo perciò a Westeros, il Continente Occidentale delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (o Il Trono di Spade) di George R. R. Martin. Anche se quella dei Tyrell non ha il peso di casate come gli Stark, i Lannister o i Targaryen, è stata in grado di entrare nel cuore di molti appassionati, grazie alle personalità che la compongono, tra cui spiccano i giovani Sir Loras e sua sorella Margaery e, soprattutto, la loro formidabile nonna Olenna.

I Tyrell sono i Protettori del Sud, governano la fertile regione dell'Altopiano e la loro fortezza è il castello fiabesco di Alto Giardino. Ogni cosa li riguardi è contraddistinta dalla grazia e dal lusso: i giovani Tyrell sono bellissimi ed eleganti, Alto Giardino è tanto protetto da mura merlate quando impreziosito da rigogliosi roseti, fontane e colonnati; vi si esibiscono musicisti raffinati e vi si allevano purosangue. Il simbolo della casata è più primaverile che mai: una rosa d'oro in campo verde, e il loro motto è "Crescere forti".
I Tyrell, di Raymond Waskita
L'unico membro della famiglia a non spiccare in particolari capacità è il padre, Mace Tyrell, debole e manovrabile. I suoi figli, invece, sono o abilissimi cavalieri (come Loras, soprannominato "il Cavaliere di Fiori" per le sue armature decorate) o intelligenti e cortesi come Willas e Galan, che non appaiono nella serie tv, o strateghi come Margaery, fanciulla tanto incantevole quanto scaltra.

Ma il personaggio più "personaggio" di tutti è la nonna e matriarca del clan delle rose. Soprannominata "la Regina di Spine", Olenna Redwine è astuta, decisa, sarcastica e, in apparenza, senza filtri. Data la sua posizione e la sua età, esercita più di altri il diritto di dire ciò che pensa, e solo Margaery sfugge ai suoi giudizi impietosi. Non disdegna i complotti, quindi sa anche quando tacere. Insieme alla nipote forma un duo favoloso: entrambe dosano con abilità assertività e dissimulazione, e perseguono i propri interessi personali facendo leva sul loro carisma e, nel caso di Margaery, su una bontà d'animo che è sia sincera, sia funzionale allo scopo.
Olenna Tyrell, di Bella Bergolts
La tavolozza luminosa ma difficilmente classificabile della Primavera Chiara Soft mi è sembrata ideale a rappresentare questa casata, e queste due donne in particolare. La loro è una grazia regale e delicata, come le rose; e come le rose, hanno le spine. Allo stesso modo, la palette della Primavera Chiara Soft può apparire incerta, salvo poi rivelarsi davvero unica nel suo genere.

Ammetto di avere un debole per loro, per Margaery, in quanto partecipante di tutto rispetto al "gioco del trono", tanto che è l'unica a dare del vero filo da torcere a Cersei Lannister; e soprattutto per "nonna Tyrell" brillante e pungente, che riesce ad avere l'ultima, affilata parola anche nella sconfitta. Assieme a Lady Violet di Downton Abbey, è diventata il mio modello per la vecchiaia!

Tutti questi re farebbero meglio a deporre le spade e ascoltare un po' di più le loro mamme.

E se lo dice Lady Olenna, c'è sicuramente del vero.

Armocromia nerd - La Primavera Assoluta e l'oro dei Lannister

Sven Lachmann per Pixabay
È proprio primavera. Il tempo è pazzo: piove, poi il sole si affaccia tra le nubi, poi piove ancora, poi il cielo si apre, azzurro come i non-ti-scordar-di-me. Come siamo arrivati fin qui? Partendo dalla dolcezza dell'Autunno Soft Chiaro, Soft Profondo, Assoluto e Profondo, attraversando l'eleganza dell'Inverno Profondo Soft, Profondo, Assoluto e Brillante e approdando all'allegria della Primavera, prima quella Brillante, oggi la Primavera Assoluta.
Si tratta della variante più calda di questa stagione cromatica, con una tavolozza che è un tripudio di colori a base gialla. Come tutte le palette calde, non manca di azzurri, blu e viola, che sono comunque accesi e gioiosi. È la primavera più solare, intensa ma non pungente come la Primavera Brillante; la primavera che si avvia a diventare sempre più luminosa. La sua sigla è "PA" e i suoi nomi in inglese sono Warm e True Spring, o anche Shaded Spring nel sistema 4x4 di Ferial Youakim (per saperne di più, ti rimando a questo post).

I colori più tipici della Primavera Assoluta sono quindi caldi e luminosi. Rispetto a quelli della stagione "cugina", l'Autunno Assoluto, non sono troppo materici, bensì frizzanti; non le sfumature legnose delle spezie, ma i bagliori dell'oro e del rame. Ecco quindi il rosso scarlatto e il corallo, il rosa salmone e il pesca, il giallo zafferano, il verde prato e il verde acqua.
Va da sé che la caratteristica più evidente di questa tavolozza sia la temperatura, calda senza esitazioni. Il croma - ovvero la saturazione - è medio/alto, la profondità - ovvero la scurezza - è bassa e il contrasto è medio. Perciò, chi è in armonia con i colori della Primavera Assoluta sta particolarmente bene con colori solari e vivaci accostati in contrasto leggero, come ad esempio rosa pesca e marrone caramello, o giallo dorato e color nocciola, o verde mela e cammello.
La Fortezza Rossa ad Approdo del Re, di Ted Nasmith
Torniamo all'oro, il metallo più nobile, che sembra condensare i raggi del sole. A partire da questo prezioso elemento, è nata l'associazione tra la Primavera Assoluta e la Casata dei Lannister. Eccoci di nuovo a Westeros, il Continente Occidentale teatro di gran parte delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin, meglio note come Il Trono di Spade. I Lannister sono una delle famiglie principali di questa storia e, in breve tempo, diventa quella dominante nella politica dei Sette Regni. Il loro legame con l'oro non è solo nei colori dello stemma - un leone dorato in campo rosso - ma anche nelle loro enormi ricchezze. I loro possedimenti originari sono le terre dell'Ovest, prospere d'ogni risorsa, in superficie come nel sottosuolo, grazie a estese miniere d'oro. Il nome Lannister è legato al denaro tanto che, sebbene il vero motto della casata sia "Ascolta il mio ruggito", nei Sette Regni è più conosciuto il detto: "Un Lannister paga sempre i propri debiti".

I Lannister si contrappongono ai già descritti Stark fin nelle prime intenzioni dell'autore. Il loro è un duello morale e senza esclusione di colpi: rosso contro bianco, leoni contro lupi, ricco Ovest contro brullo Nord, arroganza contro giustizia, sotterfugi contro lealtà. Contrariamente agli integerrimi Stark, Casa Lannister si caratterizza, oltre che per la ricchezza, per l'astuzia e la spregiudicatezza nel conquistare il potere. E dato che il mondo del Trono di Spade è più realistico di quanto non appaia, i Lannister prevalgono per buona parte delle vicende. Tutto in nome del prestigio della famiglia, e che famiglia!
I Lannister, di Raymond Waskita
Il capo è Tywin, personaggio con cui nessuno vorrebbe avere a che fare. Machiavellico, privo di compassione, persegue con freddezza e orrende stragi l'ascesa della propria casata, un'ascesa in cui chiunque, a cominciare dai suoi figli, è una pedina da giocare. I figli maggiori sono Cersei e Jaime, gemelli incestuosi, l'una frustrata nel desiderio di avere l'approvazione del padre, l'altro pronto a tutto per compiacere la sorella, di cui è succube. Jaime, chiamato "Sterminatore di re", eccelle nel combattimento, Cersei nella cattiveria. Dalla loro unione sono nati Joffrey, Myrcella e Tommen, ufficialmente figli di Robert Baratheon, marito fedifrago di Cersei. Joffrey, in particolare, è un distillato di crudeltà.

E poi c'è Tyrion, "il Folletto", uno dei personaggi più importanti e amati dell'intera saga, l'unico in grado di riscattare il nome dei Lannister. È odiato in tutti i Sette Regni, in quanto Lannister. Ed è odiato anche in casa sua, perché la madre è morta dandolo alla luce. In più, Tyrion è un nano, esposto ai pregiudizi e alle offese del popolino come della corte. Solo Jaime e i loro zii provano simpatia per lui, ma non sono abbastanza coraggiosi da contrapporsi alle angherie che Tywin e Cersei gli riservano.
Tyrion Lannister, di Jonathan Wesslund
Tyrion è una persona schietta, buona e sensibile, pronta ad aiutare chi ha bisogno e dalla parte degli ultimi, dato che anche lui, sebbene ricco, è un emarginato. Allo stesso tempo, Tyrion è un vero Lannister. Non si fa scrupolo a mentire e uccidere, se lo ritiene necessario; è l'unico tra i tre figli ad aver ereditato l'intelligenza e la capacità strategica di Tywin; è dissoluto e dedito al vino come Cersei, sarcastico e irriverente quanto e più di Jaime.

Lo spirito che anima Tyrion è una fiammella indomita che non si spegne, nonostante tutto. E che, dietro all'ironia anche cinica, brilla comunque di luce calda, di una promessa di primavera. Una Primavera calda, Assoluta magari. E questo è il suo maggiore insegnamento:

Mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un'armatura, e non potrà mai essere usata contro di te.

Armocromia nerd - L'Inverno (Assoluto) è arrivato con gli Stark

Comfreak per Pixabay

Oggi fa molto freddo, tanto che star qui a scrivere di inverno, neve e ghiaccio mi fa sentire fin troppo in tema, più infreddolita. Meglio prenderla come un'immersione nell'atmosfera del post! Dopo le suggestioni fantasy per l'Autunno Soft Chiaro, Soft Profondo, Assoluto e Profondo, e dopo quelle per l'Inverno Profondo Soft e Profondo, eccoci al culmine ideale della stagione fredda: l'Inverno Assoluto. È il periodo del gelo, le notti sono ancora lunghe - anche se il pomeriggio fa buio un po' più tardi - e di giorno, quando il tempo è sereno, il cielo è particolarmente terso. Il paesaggio luccica di brina, se non proprio di neve, e appare tanto algido e inospitale, quanto limpido e irreale; il cosiddetto Winter Wonderland.
In effetti, si tratta di un insieme di colori che potrebbe evocare le sfumature del castello di ghiaccio della Regina delle Nevi. È fiabesco ma non accogliente, né rassicurante (le fiabe, nelle loro versioni originali, non lo sono affatto). L'Inverno Assoluto - o "IA", o True Winter - nel sistema 4x4 si chiama Tinted Winter, ovvero "inverno attenuato", perché è la variante invernale leggermente schiarita da un tocco di bianco, come un paesaggio coperto di brina. Nel sistema a 12 stagioni, corrisponde all'Inverno Freddo, o Cool Winter.

I colori più rappresentativi di questa palette, oltre al classico nero invernale, sono: il bianco puro, il rosso magenta e rubino, il verde smeraldo, il blu intenso e i colori icy, cioè toni di rosa, lilla, azzurro o verde chiarissimi, quasi bianchi. Ghiacciati appunto.
Tavolozza del tutto fredda, quindi; infatti, la caratteristica delle sottostagioni Assolute è la temperatura senza mezze misure. Come per l'Inverno Profondo, anche qui il livello di croma, ovvero di saturazione, è alto; i colori cristallini sono pungenti, non delicati. Non sono petali di fiori, bensì fiocchi di neve, lievi e brucianti. La profondità e il contrasto dell'Inverno Assoluto sono piuttosto alti ma meno drammatici di quelli dell'Inverno Profondo. Ciò significa che le persone che si armonizzano con le sfumature dell'Inverno Assoluto sono valorizzate da accostamenti decisi (bianco e blu, nero e turchese, blu scuro e rosso...), oppure da un abbigliamento monocromatico con dettagli a contrasto, ad esempio maglione e pantaloni neri con sciarpa magenta.
Winterfell, di Ted Nasmith

Inverno, ghiaccio, tempo da lupi... Non si può non associare questa palette alla Casata degli Stark, che ha per simbolo un meta-lupo (cioè un lupo particolarmente grande e possente) grigio in campo bianco e un motto poco rassicurante: "l'inverno sta arrivando". Torniamo nel mondo creato da George R. R. Martin con le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, meglio note come Il Trono di Spade. Gli Stark sono una famiglia numerosa, spesso paragonata a un branco, e quasi tutti i suoi membri - Eddard "Ned" e sua moglie Catelyn, Robb e soprattutto Jon, Sansa, Arya e Bran - sono tra i personaggi principali della saga, quelli di cui si legge il punto di vista. Solo Rickon, il più piccolo, è marginale.

Una particolarità dei figli di Casa Stark è il loro legame con i meta-lupi. All'inizio della storia, Ned ne trova una cucciolata orfana e, convinto da Jon, affida un piccolo meta-lupo a ognuno dei suoi figli. Crescendo, ogni animale dimostra un carattere simile a quello del padrone o della padrona. Siamo in un fantasy, certo. Eppure, nonostante le apparenze, il mondo del Ghiaccio e del Fuoco è più realistico che fantastico, perciò neanche in questo contesto è usuale che delle persone si accompagnino ad animali, per di più mitologici. Questo accade solo ai ragazzi Stark e a Daenerys Targaryen, con i suoi tre draghi. 
Stark Children, di Aireens Color

Gli Stark sono i Lord protettori del Nord, la regione più vasta e fredda dei Sette Regni. È delimitata dalla gigantesca Barriera di ghiaccio, che divide il regno dalle terre artiche in cui vive il popolo libero dei Bruti e da cui arrivano voci sinistre sul ritorno dei minacciosi Estranei. Stark è forse la casata più antica del Continente Occidentale, discende dai Primi Uomini e conserva il culto degli Antichi Dèi. Ogni membro della famiglia, naturalmente, ha la sua vicenda, i suoi dubbi e la sua evoluzione ma, in generale, il filo rosso che lo lega agli altri è l'etica.

Per scrivere le sue storie, George R. R. Martin si è ispirato alle intricate vicende della Guerra delle Due Rose, prendendo come spunto iniziale due grandi casate contrapposte per ragioni di potere. Al posto di York e Lancaster - la rosa bianca e la rosa rossa - ha creato Stark a Lannister, non a caso contraddistinti rispettivamente dal bianco e dal rosso. E se per il modello storico sarebbe difficile e anche miope parlare di buoni e cattivi, nella creazione letteraria questa differenza si nota di più: gli Stark sono indubbiamente giusti e leali, laddove i Lannister sono senza scrupoli.

Eppure, gli esiti della vicenda non sono quelli che ci si aspetterebbe da un racconto qualsiasi. Il carattere fiero e integerrimo di Ned Stark è di esempio alla sua discendenza, o meglio di monito, perché in un mondo complesso, contraddittorio e realisticamente poco pulito come quello delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, la specchiata onestà diventa un punto debole. Così, per gran parte della storia, gli Stark sembrano soccombere come vittime sacrificali. E se nei libri la sorte di gran parte di loro è ancora da scoprire, nella serie tv i personaggi di Jon, Bran e soprattutto di Sansa e Arya hanno preso strade di grande importanza e ispirazione (e, nel caso di Sansa, chi lo avrebbe mai detto?).
Lyanna Stark, di Chetlanin

Perché l'Inverno Assoluto mi ha fatto pensare agli Stark? Per il loro motto, certo... ma, a ben guardare, c'erano quattro varianti invernali tra cui scegliere. Per il loro stendardo bianco con il lupo grigio? Forse, però anche le altre sottostagioni hanno il bianco e il grigio in tavolozza. In realtà, è stato il loro carattere inflessibile e cristallino a ricordarmi la tavolozza fredda e limpida dell'Inverno Assoluto. Fiabesca come le antiche leggende, dura e tagliente come il ghiaccio. Incisiva, come una frase attribuita agli Stark:
Il Nord ricorda.

La storia di questa casata trasuda sofferenza e onore, parla di forza interiore difesa, conquistata o ritrovata. Ammetto di avere un debole per loro, mi hanno conquistata fin dalla prima scena. Un po' perché sono figure romantiche, nel senso vero e doloroso del termine, un po' perché sono legate a un immaginario invernale di neve, lupi, profezie e alberi sacri che mi affascina in modo incredibile. Certo, con gli Stark si ride poco, sono tanto rispettabili quanto pesanti. Ma, come si dice, nessuno è perfetto!

Armocromia nerd - L'Autunno Profondo, fuoco e sangue Targaryen

Immagine da Pixabay

Se l'autunno rappresenta il tramonto dell'anno, il periodo tra novembre e dicembre è il tramonto dell'autunno. L'inverno inizia a fare capolino, le temperature si abbassano drasticamente e le notti si fanno sempre più lunghe. Sono settimane nelle quali dominano le nubi, la pioggia, la prima neve. Nei mesi passati, ci siamo inoltrati nell'autunno quando conserva ancora la luce dell'estate (Autunno Soft Chiaro), quando si fa più materico e fruttato (Autunno Soft Profondo) e quando si accende in tutto il suo splendore rosso e oro (Autunno Assoluto). Ora immaginiamo di sederci a contemplare il fuoco di un camino, bruciacchiando delle caldarroste e bevendo la prima cioccolata calda dell'anno, mentre fuori è già buio... e sono solo le cinque e mezza del pomeriggio! È il momento dell'Autunno Profondo.
Abbreviato in "AP", il suo nome inglese nel sistema 4x4 è Shaded Autumn ma è più diffusamente noto come Deep o Dark Autumn. La tipica tavolozza autunnale, unita a tocco di nero, si fa più scura e meno calda; del resto, è o non è l'autunno che confina con l'inverno? L'Autunno Profondo ha colori ricchi e importanti, anche se non sfacciati. Sono sfumature che è facile immaginare su tessuti pesanti e magari anche sontuosi, come il velluto o il damasco; una palette regale, sospesa tra lusso e autorevolezza.

I colori migliori per chi s'intona a questa stagione sono decisi: rosso melograno, ruggine e bordeaux, viola melanzana, blu petrolio, verde bosco e verde oliva, Terra di Siena e mogano, marrone cioccolato e marrone scurissimo, il cosiddetto black-brown.
In armocromia, la parola "profondità" indica colori scuri e questa è la caratteristica principale dell'Autunno - non a caso - Profondo. Come per gli Autunni Soft, anche qui abbiamo una temperatura neutro-calda ma ciò che differenzia l'Autunno Profondo dalle varianti Soft e Assoluta è il contrasto e la saturazione, ovvero il croma, entrambi alti. Cosa significa, in pratica? Che il viso di chi appartiene a questa stagione trova beneficio da una tavolozza intensa e da accostamenti di colori a contrasto, ad esempio un maglione giallo senape e una sciarpa blu petrolio, una camicia avorio e una giacca verde bosco, una collana rosso sangue su una blusa marrone bruciato.
Daenerys la Non-bruciata, di Michael Komarck

Proprio l'idea del sangue e del bruciato mi hanno portata ad associare la tavolozza Autunno Profondo alla casata il cui motto è "fuoco e sangue". Entriamo nel mondo creato da George R. R. Martin con le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, adattate per la televisione come Il Trono di Spade, e poniamoci sotto le insegne dei Targaryen, i signori dei draghi. Fra le tante casate della saga, questa è una delle più antiche, complesse e amate, tanto da meritare uno spin-off tutto suo: il libro Fuoco e sangue, che sarà presto adattato nella serie tv House of the Dragon.

Chi sono i Targaryen? Proveniente dal continente orientale di Essos, superstite del disastro che colpì la sua terra, Valyria, questa famiglia si stabilì in tempi remoti nel continente occidentale di Westeros, conquistando rapidamente i regni in cui esso era diviso. E se è vero che nella saga di Martin ogni casata e ogni popolo ha dei tratti distintivi, ciò vale ancor di più per i Targaryen, a sottolinearne l'alterità. Ecco quindi che sono quasi tutti di carnagione chiara, con capelli argentei e occhi viola, e quasi tutti frutto dell'unione incestuosa tra fratelli e sorelle, come usava nella loro antica civiltà, per preservare il "sangue di drago". I Targaryen, infatti, in quanto valyriani hanno un legame speciale ed esclusivo con i draghi.
Madre dei Draghi - Daenerys Targaryen, di Donato Giancola

Quando prendono il via le vicende delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (laddove il fuoco è quello dei draghi, appunto), questi animali mitici sono estinti da tempo e, parafrasando la celebre battuta, neanche casa Targaryen si sente molto bene. Il ricordo del loro potere è affidato a due adolescenti in esilio e senza mezzi; una di loro è Daenerys, tra i personaggi principali della saga, che riporterà in vita tre draghi e inizierà la sua ascesa come aspirante regina e liberatrice di schiavi.

Nonostante l'aspetto diafano di Daenerys, i colori che vestono la sua storia - e in generale le vicende Targaryen - sono a mio avviso coerenti con la tavolozza drammatica dell'Autunno Profondo. Le sfumature calde del continente orientale, il cuoio e il bronzo dell'abbigliamento dothraki, il verde delle praterie, l'oro e il porpora simboli della regalità, le scaglie nere del più grande dei suoi draghi, Drogon, e soprattutto il rosso del fuoco e del sangue.
Daenerys Targaryen, di Missy Peña

E se possiamo definire l'Autunno Profondo come il lato scuro dell'autunno, certamente i Targaryen non mancano di lati oscuri. Per lo più, causati dai ripetuti intrecci tra consanguinei che portano all'emergere di una vena di crudeltà, quando non di follia sanguinaria, tra alcuni membri di questa casata. È esemplare il caso dei due fratelli maggiori di Daenerys: Rhaegar, sensibile e coraggioso, un vero eroe romantico, non sembra nemmeno parente di Viserys, che invece è divorato dall'ambizione, sprezzante e aggressivo. A Daenerys, divisa tra l'orgoglio per il proprio sangue di drago e la ragionevole incertezza di chi lei stessa diventerà, il suo fidato e anziano cavaliere Barristan Selmy racconta:

«Ogni bambino sa che i Targaryen hanno sempre danzato troppo vicino alla follia. [...] Re Jaehaerys una volta mi disse che follia e grandezza sono le due facce della stessa moneta. Ogni volta che nasce un nuovo Targaryen, disse, gli dèi lanciano in aria quella moneta, e il mondo trattiene il fiato aspettando di vedere su quale faccia cadrà.»


Ammetto che non sono tra i fan più accaniti di Daenerys; un po' troppo spocchiosa, per i miei gusti. Ma è indubbiamente un personaggio complesso e importante, e penso che lei e i suoi draghi meritassero un finale più degno, rispetto a quello riservato loro nella serie tv. Nei libri, tuttavia, la storia è ancora aperta, si può sperare in meglio... o immaginare liberamente il corso degli eventi. Tu come immagini la storia? Una cosa è certa: ci sarà del fuoco e del sangue.

Il principe di Rocca del Drago


Un giorno, il principe Rhaegar trovò in una pergamena qualcosa
che cambiò la sua vita. Nessuno sa cosa, con esattezza, ma, una mattina,
il ragazzo apparve all’improvviso nel cortile degli addestramenti
mentre i cavalieri indossavano le armature. Si presentò a ser Willem Darry,
maestro d’armi della Fortezza Rossa, e disse: “Ho bisogno
di un’armatura e di una spada. Sembra che io debba diventare un guerriero”.


In cerca d'ispirazione e di arpe celtiche.

Ecco un disegno fatto su richiesta, una richiesta al volo, alla fine di una manifestazione. Rhaegar Targaryen è un personaggio continuamente evocato nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin, che deve averlo costruito per creare il principe perfetto. Quasi fiabesco, se non fosse per la brutta fine, tipica delle creature martiniane.
Per immaginarlo, sono partita dall'ombra del drago, l'animale simbolo della casata Targaryen. E visto che, prima di diventare un guerriero, Rhaegar era uno studioso e un musicista, ho pensato di ritrarlo in una posa pensierosa, con la sua arpa in una mano e la spada nell'altra. Stavo proprio lavorando su di lui, mentre mi facevano le foto per il blog!


Per questo disegno ho usato le matite colorate. Il che significa: matita HB per il bozzetto, pastello abbastanza duro per i contorni e pastelli morbidi per la colorazione. E Google Immagini davanti agli occhi, per studiare le forme delle piccole arpe, prendere spunti per le armature (quella che ho disegnato è un mix fra l'armatura romana e le armature medievali) e cercare ispirazione nella bellezza perfetta e malinconica del giovane Paul Newman. Se si sogna, meglio farlo in grande.


La fase di lavorazione che mi è piaciuta di più è stato il tracciare i contorni definitivi. Non sempre mi capita di realizzare un tratto così morbido e confesso di essermi un po' innamorata del disegno proprio quando era in questo stadio. Tanto che, colorandolo, ho avuto la brutta sensazione di rovinarlo.

Colonna sonora? Il Trono di Spade,
ovviamente. Meravigliosa!

Non è stata solo una sensazione, all'inizio.
Ho avuto la malaugurata idea di scegliere delle matite che non utilizzavo da tempo, che hanno delle sfumature splendide e una mina morbidissima. Troppo morbida. Il risultato iniziale è stato quindi una colorazione a macchie, come quella dei pastelli a cera o a olio. Addio, tratti fluidi!
Che fare? Ho ripassato i pastelli extra-morbidi con altri dalla mina morbida e dura e i contorni con un pennarello a punta fine color ocra, quasi sanguigno. Del resto, il motto Targaryen è "fuoco e sangue"...

Per i piccoli dettagli, come mio solito, ho usato materiali poco nobili ma funzionali: penna biro rossa e bianchetto. Et voilà, il Principe di Rocca del Drago è servito. Il ragazzo che me l'aveva commissionato è stato contento e io con lui!


Materiali utilizzati:
  • Carta schizzi Ursus da 120 g;
  • Matite colorate extra-morbide: Karisma Colour Pencils;
  • Matite colorate morbide: Faber-Castell Colour Grip;
  • Matite colorate dure: Caran D'Ache Prismalo I Aquarelle e Fila Giotto naturale;
  • Pennarello: Faber-Castell PITT artist pen S;
  • Le basi: matita HB, temperino, gomma e gommapane;
  • Tocco di classe: Bic rossa e bianchetto!